“Senza consenso è stupro” è lo slogan lanciato dopo l’emendamento approvato in Commissione Giustizia al Senato che sostituisce il consenso con la necessità di esprimere un dissenso da “valutare”.
Per questo, a 30 anni dalla legge 66/1996 che ha riconosciuto la violenza sessuale come delitto contro la persona, per il 15 febbraio è stato organizzato un presidio nella piazza Porta Pretoria, alle 16,30.
“Difendiamo la centralità del consenso libero, esplicito e attuale.
L’emendamento approvato è un passo indietro che rischia di riportare i processi sulla reazione della persona offesa e sulla domanda: ‘Perché non hai detto no?’. Il consenso non si interpreta. Non si presume. Non si negozia”. Aderiscono all’iniziativa Centro Donne contro la Violenza, Cgil, Anpi, e Non Una di Meno Valle d’Aosta.
Ansa










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