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Dura presa di posizione da parte delle sezioni valdostane di Legambiente e Lipu a seguito del grave episodio di bracconaggio registrato nella zona del Colle del Gran San Bernardo. Tre giovani, fermati e denunciati dal Corpo forestale, sono ritenuti responsabili dell’uccisione di uno stambecco, animale protetto dalle normative vigenti e assolutamente non cacciabile.

In un comunicato congiunto, le associazioni ambientaliste hanno espresso sdegno non soltanto per l’illecito commesso, ma anche per la visione distorta della natura che emerge da simili gesti, nei quali gli animali selvatici vengono ancora considerati come semplici trofei da abbattere.

A destare particolare allarme, secondo quanto sottolineato da Gianpaolo Fedi (presidente di Legambiente Valle d’Aosta) e Anna Rita Parlagreco (delegata Lipu Aosta), è l’identità dei presunti responsabili. Si tratta infatti di cacciatori regolarmente muniti di licenza e appartenenti a una fascia d’età giovanile, da cui ci si aspetterebbe una maggiore sensibilità verso la tutela dell’ambiente. Pur senza voler colpevolizzare l’intera categoria, le associazioni ritengono che l’accaduto imponga un’autoanalisi e una presa di posizione netta all’interno del mondo venatorio.

Legambiente e Lipu chiedono quindi una condanna pubblica e inequivocabile da parte delle istituzioni regionali, del comitato per la gestione venatoria e delle associazioni di settore. Per i rappresentanti ambientalisti non sono più sufficienti generiche prese di distanza, ma serve affermare con fermezza la completa incompatibilità tra tali atti e la corretta tutela del patrimonio naturale.

admin

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